Ciao, io sono una Donna

Il programma di appuntamenti ed eventi realizzati a sostegno della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, prende il titolo dalla domanda “Cosa c’è di più forte”, tratta da una breve poesia di Rupi Kaur - poetessa, illustratrice canadese di origine indiana – i cui versi recitano: “Cosa c’è di più forte/del cuore umano/che si schianta di continuo/ e ancora vive”.



Il ciclo di appuntamenti è stato fortemente voluto dal Comune di San Giovanni in Persiceto, in collaborazione con la sezione locale di Udi (Unione Donne Italiane), Gruppo di auto mutuo aiuto “Mai Più” e “Chiama ChiAma”, Mondo Donna Onlus, Amnesty International – Gruppo 260 S. G. Persiceto, Associazione Ju Jitsu Go Ju, Associazione La Decima Scuola, il Circolo Fotografico Il Palazzaccio, le Biblioteche comunali e l’intervento di personalità come Samuela Pasquali, psicologa psicoterapeuta transculturale referente dei casi del Centro Anti Violenza Chiama ChiAma di Bologna e Distretto di Riccione.

Valentina Cerchiari, vicesindaco e assessore a Servizi Sociali apre la rassegna con l’inaugurazione della mostra fotografica, aperta al pubblico dal giovedi alla domenica (17-20, domenica 10.30-12.30 e 17-20 - green pass obbligatorio) “Vita interiore dalla violenza alla rinascita” allestita nei suggestivi spazi della Chiesa di Sant’Apollinare:

Se ne parla veramente molto poco, i dati sono sconcertanti” sottolinea il vicesindaco “Abbiamo voluto focalizzare il tema non solo sulla donna che ha subito violenze ma cercare di spiegare che poi si rinasce. Ci si può rialzare e ripartire




E’ l’incontro tenuto dalla psicologa Samuela Pasquali in diretta streaming e riascoltatile a fare il punto sulla storia della normativa, in continua evoluzione, radiografando gli strumenti a nostra disposizione per contrastare la “Violenza di genere all’interno del contesto migratorio”, mostrando come ancora oggi esistano situazioni di reale difficoltà anche da parte delle reti di sostegno messe in campo da associazioni e istituzioni, quando da paesi come la Nigeria, passando per la Libia, la figura femminile arriva in Italia devastata, torturata, in corpo e anima.


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A fronte di una violenza fisica e psicologica ci si può difendere con una corretta e capillare informazione che prende il via dal passaparola e si sviluppa riconoscendo i sintomi del disturbo da stress post traumatico (post-traumatic stress disorder, PTSD)

Una corretta capacità di “dire no”, difendendosi dagli attacchi verbali e fisici sono affrontabili anche partecipando al “Corso di autodifesa personale e verbale” a cura dell’Associazione italiana Ju Jitsu Go Ju e Associazione Decima Scuola, presso la Palestra Dorando Pietri, in via Nuova 27/c, a San Matteo della Decima (domenica Domenica 28 novembre dalle ore 15 alle 18 - solo su iscrizione: Andrea, tel. 347.5702884 – Alex, tel. 392.2911319)



Cosa c’è di più forte nel dire “Ciao, io sono una donna”

L’eterna bilancia tra rispetto e stima che mette al centro la fiducia, perno per mantenere attiva la dignità, l’autostima, si colora di sfumature dal bianco al nero, nelle immagini immortalate dalle splendide fotografie e in parole e azioni di coloro, spesso straordinarie donne, che lottano a favore di ogni ingiustizia.


Cosa fare?
Quel fil rouge che ci lega tutte non pensiate sia possibile spezzarlo.

Si possono vedere nascere nodi e logorii o anche tentativi di strapparlo con parole e atti di violenza, eppure è sempre più forte quando, a ogni richiesta di aiuto, qualcuno risponde.

Perché è vero.

Anche la sottoscritta, appena arrivata a Bologna, subì un’aggressione e se non fosse stata preparata a difendersi, lottando fisicamente, non avrebbe costretto alla fuga il malcapitato.

Anche la sottoscritta deve spesso lottare contro piccoli gesti di insofferenza, sessismo e una latente e costante presenza di fallocentrismo e maschilismo, a mio parere intollerabile.

Ogni qualvolta accade, la bilancia pende da una parte, ed è solo con la premessa di saper chiedere aiuto che si ristabilisce l’equilibrio.


Perché vedete, quelle fotografie così forti e corredate da testimonianze, una donna le guarda a colori.

Rinascere è anche questo, ridare colore a una foto in bianco e nero.


Cosa c’è di più forte?

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