In premessa noi immaginiamo il futuro dei contenuti

Aggiornato il: 28 ago 2020

Partiamo dal presupposto che l'imprenditore, all'indomani dello stato di emergenza Covid-19, debba affrontare i dubbi imposti da una lunga "bolla di riflessione”.


Oggi l'imprenditore può scegliere di fare parte di una comunità sostenibile,facendo affiorare infinite opportunità di sviluppo. convertendo la propria azienda in linea con le direttive dell'Agenda 2030.

In Bologna 4A Digitale esiste sempre un capitolo dedicato alla radiografia di Bologna.

Non è questo il luogo per dare spazio a motivazioni, o per sondare l’antefatto, che spetta a sociologi, antropologi e studiosi del pensiero umano, invitati nel corso dei prossimi mesi e anni, a dare un nome ai responsabili di un tale disastro, trasformabile in opportunità. Nel nostro caso è l’aspetto emotivo del qui e ora, ad avere un ruolo primario.

Dal 2010 ci occupiamo di contenuti legati alla multifunzionalità in agricoltura che eleggiamo a chiave di lettura, anche per difenderci dall’inevitabile recessione. E’ vero che abbiamo un punto di vista centrato sul racconto, sul valore della storia aziendale e sulle connessioni che esistono nell’analisi di dati, sulle proiezioni dei comparti economici di riferimento e l’insieme di report annuali. In una sola parola sui contenuti. Siamo altresì consapevoli che questo sia il tempo e il luogo dove possa estendersi, nella digitalizzazione, l’idea di rinnovo. In sintesi, la possibilità di fare affiorare intese e alleanze partendo dai contenuti.

Per noi, non è più solo una sfida. E’ già avviata la conversione di spazi open source ove includere live events professionali, smarcati dall’immagine del “fatto in casa” che consentano di parlare a livello globale di sostenibilità, di visione delle nuove città, società e comunità imprenditoriali.

Si può fare! Anche guardare alla digitalizzazione con un occhio alla storia

A dire il vero, in tempi non sospetti, per la redazione questa trasformazione si era già presentata, quando anche l’Italia, negli anni ’90 è passata dall’analogico al digitale. L’esperienza che porto a confronto, non fu solo pionieristica, ma assolutamente formativa e quanto mai attuale.

Parlo della storica emittente televisiva “Sei Milano”, nata sulla scia di NY One, che vede nascere la figura del videogiornalista, armato di una semplice telecamera e collegato via satellite all’emissione. L’idea aveva una genesi nella emittente canadese di Toronto City Tv , eppure la versione mediterranea aveva uno studio televisivo modulare. Per meglio chiarire, nella genialità della produzione, la piattaforma, mobile e circolare, permetteva alle camere di essere monitorate e telecomandate dalla regia esterna. In quegli anni era tutto cablato, oggi questo avviene via wifi. Le postazioni singole dei giornalisti erano sul cerchio esterno. Ogni redazione era completamente ambientata, dallo sport al meteo, dalla cronaca allo spettacolo. Con un semplice movimento il regista, passava da un approfondimento all'altro, in tempo reale, come fossero collegamenti esterni. In termini di logica televisiva era un’innovazione e rappresentava un cambiamento di paradigma.


E se provassimo a immaginare uno spazio molto più grande: per esempio un padiglione fieristico?

Se parliamo di sostenibilità e l’ancoriamo alle linee guida dell’Agenda 2030, lo stesso logo internazionale ci aiuta a immaginarlo. Ognuno dei 17 SDGs, permette di essere ambientato, come una postazione internazionale. Il cerchio dei colori è una collana di finestre digitali. Su di esse si possono, oggi, attivare conferenze live, presidiate da testimonial o moderatori. E’ facile andare oltre con l’immaginazione e inserire nei palinsesti live anche Buyer Room per incontri B2B.


Questo è solo un esempio che modulato da piccolo a grande evento conferma alcune delle potenzialità della digitalizzazione:

1) l’importanza dei contenuti come volano di una scelta imprenditoriale, 2) il via libera alle nuove tecnologie e ricollocazione di tutte le risorse umane e professionali, 3) il vantaggio di annullare spostamenti economicamente dispendiosi a favore dei contenuti 4) mantenere vivi i mercati internazionali per qualunque comparto economico, 5) sviluppare progetti paralleli.

Anche la nostra scelta di trasformare lo spazio multifunzionale di ZR Experience, a Bologna, in Zona Roveri, in una piattaforma estesa alla sperimentazione di Bologna 4A Digitale, è un effetto di quella che viene chiamata “resilienza trasformativa”, ossia la capacità dei singoli, del sistema economico e della società di “rimbalzare avanti”.


ZR Experience la casa delle idee della Fondazione BioHabitat

Per la cronaca la location si presenta come un giardino percorso di 1500 mq, in cui si affiancano nuove tecnologie immerse in bosco di vegetazione mediterranea e tropicale, il cui valore aggiunto è la possibilità di modificarlo a seconda delle stagioni. Tutto questo grazie all’apporto di un’azienda leader come Latifolia Group che da almeno 20 anni, ha concentrato la sua attività sul tema della sostenibilità ambientale, convertendola negli allestimenti.

Potrei andare avanti all’infinito sui vantaggi ed esempi, ora mi preme chiarire due punti fondamentali.

Se i contenuti vincono sempre nel confronto con l’aspetto formale, in quest’epoca storica la grande sfida è indicizzarli, renderli appetibili ed emozionare. Per poterlo fare in modo coerente è necessario che esistano almeno due basi: un luogo virtuale dove posizionarli e renderli aggiornabili in modo automatico, e non da ultimo creare le alleanze che ne permettano di renderli fruibili, prima, durante e dopo i grandi eventi.

Mi spiego meglio: una Fiera può di fatto fornire spazio virtuale e visibilità a infiniti espositori, visto che non esistono limiti fisici nel digitale, e nello stesso tempo trasformare gli appuntamenti annuali in una sintesi di progetto di comparto, mantenendo vivi appuntamenti anche mensili di confronto e/o commerciali. Immaginate le opportunità?


A livello di sostenibilità essendo tutto on air, si annullano i costi vivi, come per esempio la carta, le brochure, e centinaia di voci di bilancio di un evento. Compresi gli spostamenti, l’inquinamento, il traffico su gomma ecc. Piattaforme e-commerce mondiali possono fornire servizi di consegna immediata di prodotti. Ogni espositore inoltre avrebbe uno spazio dedicato ove fare affluire tutte le notizie e le novità.

Il via libera ad architetti e ingegneri sostenibili, permetterebbe di dare voce anche ad allestimenti green che possono essere modificati e modulati anche a seconda delle stagioni, come nel nostro caso. L’immaginario una volta partiti, non ha confini.


La nostra idea che raccoglie le sfide in oggetto, mette l’accento sulla interdisciplinarietà e va oltre.

Abbiamo pensato di aprire a quattro grandi aree tematiche su cui fare affluire la movimentazione di idee, progetti, contenuti editoriali e perché no, anche le linee guida. Su questo ci preme essere piacevolmente attivi anche nei confronti della semplificazione burocratica, altro grande capitolo della sostenibilità. Il progetto Bologna 4A Digitale quindi, è vero che può essere visto come una libreria tematica in cui il prodotto è una collana di e-book, ma di fatto è la punta dell’iceberg. Siamo consapevoli di due limiti oggettivi:

Funziona solo se esiste una forte volontà di cambiamento; Diventa operativo nell’attimo in cui la parola chiave, che attiva la sostenibilità ambientale, ossia l’alleanza, diventa reale.


L'ebook di presentazione suggerisce e invita a creare delle alleanze, per unire le forze e agire al fine di limitare la forbice tra chi è partito e chi stenta a riprendere l’avvio.


Prima di chiudere questo capitolo di premessa, lasciateci aggiungere un’opinione sull’analisi dei fatti in era post covid-19:


insieme possiamo farcela, non è più solo un messaggio umanitario, è anche un'operazione di marketing strategico. Qualunque sia il comparto economico in cui operiamo.


E’ anche vero, che bisogna puntare sulle politiche di governo che “prevengono, preparano, proteggono, promuovono e trasformano”, ma il significato di alleanza non ha, a nostro avviso colore politico o bandiera.

Noi partiamo da Bologna, regione Emilia Romagna, cuore pulsante dell'Italia, situata al centro dell'area con la più alta percentuale di biodiversità al mondo. Secondo i dati, la Regione rappresenta il 9,1% del PIL, ed è per quarta dietro a Lombardia, Lazio e Veneto.

Alle nostre spalle ci sono il Quartiere San Donato e San Vitale, in cui vive la nostra realtà, il Comune di Bologna, la Città Metropolitana. Entrando nel merito delle competenze, guardiamo alle le Associazioni di Categoria, le Fondazioni, la Camera di Commercio, l'Aeroporto, la Fiera, e se ancora proseguo, anche gli enti di ricerca, gli ordini e gli albi professionali, nonché le università. E infine l’intera rete delle comunità cittadine, le aziende e i professionisti.


Il Green New Deal comincia dal luogo dove nascono le idee, dalla nostra casa, dal nostro portatile e sostenibile, a nostro dire, non è un aggettivo, è una forma mentis.
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