Regalati una storia vera

E' un Natale speciale, nel quale la parola Tempo mette in pausa le immagini di un nuovo tipo di immagine sociale, costringendoci a una complessa riflessione.






Si delineano le ipotesi di un futuro immaginario che gli architetti del pensiero umano vedono come climax dell'Antropocene, l'epoca geolocica in cui viviamo.

Babbo Natale ha la mascherina e sarà costretto a lasciare i doni fuori dalla porta, visto che in casa non può entrare. La corsa ai regali è rallentata sia per il necessario distanziamento, che per motivi economici. Eppur si muove, direbbe Galileo Galilei, guardando lontano.


Scienza, nuove tecnologie e governance sono chiamati al tavolo della ricerca, non per lanciare allarmi ma per dare risposte alle domande politiche per affrontare crisi sistemiche come il cambiamento climatico, l'inquinamento, la produzione di rifiuti e la perdita di biodiversità. Entra di diritto in ogni articolo di approfondimento la presa coscienza di passare a un'economia circolare e sostenibile che potrà svolgere un ruolo importante nella ripresa dell'UE dagli impatti socioeconomici e ambientali negativi della crisi COVID-19, come indicato nella comunicazione del Green Deal europeo.

Un'economia circolare che sia sostenibile, rigenerativa, inclusiva, recita il Programma quadro Horizon 2020, Costruire un futuro a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici: ricerca e innovazione a sostegno del Green Deal europeo (H2020-LC-GD-2020), con bando in scadenza il 26 gennaio 2021.

La Commissione Europea ritiene che un investimento adeguato richieda un contributo compreso tra 10 e 20 milioni di EUR, consentendo di affrontare adeguatamente la sfida.


Quando le renne di Babbo Natale sorvoleranno un'Italia arcobaleno, immersa in una nebbia di incertezze, Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido i cui nomi sono un'aforisma degli strumenti necessari alla resilienza transitiva a cui siamo sottoposti, i veri doni arriveranno da noi, portandoci nella fucina delle idee di Rovaniemi per guardare l'aurora boreale del nuovo giorno e lavorare ad aumentare la sicurezza delle catene del valore dei prodotti, ripristinando i sistemi naturali del Pianeta Terra, riducendo le emissioni di gas serra e minimizzando la perdita di capitale naturale e la biodiversità.

Sembrano grandi sogni ambiziosi, eppure molto stiamo facendo perché questo avvenga.


Il vero segreto sono le storie di ognuno di noi, messe a sistema. Aziende che da tempo promuovono processi e catene del valore più efficienti e sostenibili che utilizzano soluzioni a rifiuti zero , aumentando il recupero e il riutilizzo della funzione dei prodotti, utilizzando materie prime secondarie (comprese le materie prime critiche) e valorizzando le materie prime biologiche locali .


Il monitoraggio e la valutazione della transizione, con affianco i target dell'Agenda 2030, nel nostro caso l'SDGs 12, "Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo," dimezzando lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori; riducendo le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto (12.3); lavorando consapevolmente a ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo (12.5); adottando pratiche sostenibili e integrando le informazioni sulla sostenibilità nelle relazioni periodiche (12.6); contribuendo a che i consumatori abbiano le informazioni per avvicinarsi alla consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura, esempio la Dieta Mediterranea (12.8); senza dimenticare di sviluppare e applicare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, la cultura e i prodotti locali (12.b).


In cucina tutto questo è possibile e sostengo molto è già stato fatto. E' tempo di raccontare come, chi, quando e dove ciò avviene, proprio sul territorio in cui viviamo, e noi partiamo da Bologna. Per meglio dire ci siamo armati delle linee guida della Strategia Farm To Fork e guardiamo dalla vetrina dei ristoranti come nella filiera produttiva si dimezzi l'uso (-50%) dei pesticidi in agricoltura; come per salvaguardare l'ambiente dalle principali cause di inquinamento dell'aria e del suolo e si sono ridotte le perdite di nutrienti, riducendo del 20% l'uso dei fertilizzanti nella produzione dei prodotti locali, o ridotte del 50% le

vendite di sostanze antimicrobiche per gli animali di allevamento e l'acquacoltura, valutando anche la percentuale del biologico.


Report a confronto, relatori di ricerche nazionali e internazionali, istituti di ricerca e professionisti sono intercettati per ampliare la formazione consapevole non solo dei titolari delle PMI coinvolte nella filiera produttiva della ristorazione, logistica, trasformazione, agricoltura, ma anche degli utenti finali.


Dal 3 novembre 2020 è nato il progetto Filo Rosso e dal 10 al 17 dicembre p.v. si inaugura la prima delle 12 settimane mensili che vede al centro i migliori Chef di Bologna, uniti in un Comitato di promozione e 40 aziende di filiera. Un ringraziamento e coinvolgimento partecipativo anche del pubblico, sempre più attento alle buone pratiche per un migliore stile di vita consapevole e invitato a raccogliere i suggerimenti di una spesa che parte dall'interpretazione degli ingredienti selezionati nel Menu Filo Rosso.


Seguendo le iniziative, anche attraverso i social e le web convention imparerete a conoscere i volti di coloro che da anni lavorano con passione e attenzione all'ambiente in cui viviamo. Ci unisce un filo rosso, fatto di storie vere, quelle che accendono le mille luci di questo Natale 2020. Noi a Bologna abbiamo invitato anche Babbo Natale a raccogliere i doni del paniere di Filo Rosso.



COMUNICATO STAMPA


Dieta Mediterranea, strategia Farm to Fork e Cucina regionale delle tradizioni, con gli ingredienti segreti della responsabilità e sostenibilità alimentare, al centro della settimana