Un’attesa che ha il profumo del mare

La settimana prossima si avvia il secondo mese di eventi di Filo Rosso Non Solo Food. Una delle tante novità sono gli articoli di alcune delle nostre storie vere. L’appuntamento per tutti è per il 20 maggio in streaming, anche dalla pagina facebook di Filo Rosso - Non Solo Food.


Cronaca di un mercoledì come tanti.

Diario di bordo di un viaggio attraverso le storie dei testimonial di Filo Rosso Non Solo Food



Sono le nove del mattino e su Bologna si è stesa una coltre di nubi che meditano pioggia.

Quando arrivo a San Lazzaro di Savena, per conoscere Salvatore Cucinotta, la sensazione che sia un incontro speciale si fa più forte. Poche parole, il giorno prima, mi avevano già attivato tutti i sensori di una bella storia da raccontare e l’idea di averlo ospite nella prima giornata della rassegna di maggio delle cooking class & webinar di Filo Rosso Non Solo Food, aveva scatenato il desiderio di andare oltre il semplice invito telefonico.


La Bottega del Pesce - Qualimed , acronimo di Qualità Alimentare Mediterranea, si presenta come uno chalet, in cui il bianco e l’azzurro sono i colori primari. Una piccola oasi di mare “italiano” a Bologna, dove la pescheria si pone tra un locale di aperitivi e crudité, e un piccolo take away di prodotti preparati al momento, realizzati con l’obiettivo di evitare che ogni boccone di pesce vada perduto.

Spicca, sulla vetrina di ingresso, il cartello di adesione al progetto “L’Amo italiano”: sviluppo di consumo consapevole, valorizzazione del pescato italiano e del lavoro dei nostri pescatori, rispetto e tutela del mare e del ciclo naturale delle specie ittiche”




La passione per il mare è solo uno dei tanti ingredienti di una ricetta di successo che pone l’azienda, nata nel 2012, all’apice delle scelte, dei migliori ristoranti della città e del palato, sempre più fine, dei bolognesi.

Ma andiamo per ordine.

Come in tutte le interviste la prima domanda verte sulla storia personale e iniziano le sorprese. Dopo un paio di decenni vissuti nelle fila della Guardia di Finanza, Salvatore riceve l’invito di un proprietario di un peschereccio, a sondare il mercato bolognese.


Col fine di aiutare un amico di vecchia data, si offre di consegnare il primo carico a un grossista della bassa. Forse il poco entusiasmo e un fare quanto meno incerto, fanno chiudere le porte frigo e virare a un veloce giro di boa.

La scelta cade su un famoso Chef e ristoratore bolognese che non solo ospita cotanta beltade, ma propone una consegna frequente.


L’ottica di cambiare rotta, anche professionalmente, solletica l’animo commerciale di Salvatore che decide di mettersi in società col titolare del peschereccio, dividendo le spese per l’acquisto di un veicolo per le trasferte. C’è spirito imprenditoriale e desiderio di costruire le basi per un’azienda che possa guardare al futuro dei propri figli.

Salvatore raccogliere la sfida, e lui il mare lo conosce.


Il passaggio da un piccolo capannone a una proprietà come quella che oggi vediamo, è un’avventura a tappe brevi.


Del resto gioca a favore l’amore per il pesce anche della nostra città.

Come narra sul portale, lo stesso Giancarlo Roversi, la storia dalla Societas artis de Piscarie di epoca medievale bolognese ha tracce storiche. Nell’ultima Matricola del 1294, erano 267 fra rivenditori di pesce fresco, cotto, salato, affumicato, fritto e quanti praticavano in proprio una piccola attività di pesca nei fiumi e nelle valli, per portarlo al mercato. Nei secoli a venire si trasformerà in Corporazione, e la Compagnia dei Pescatori bolognesi è presente fino alla fine del ‘700. Ne erano inclusi non tanto coloro che il pesce lo pescavano, ma quanti lo vendevano dopo averlo importato. I carichi arrivavano da Ferrara, Comacchio e poi ancora da più lontano, Chioggia e Venezia, giungendo a porto Naviglio all’interno delle mura di Porta Lame e viaggiando sulle acque dI Bologna, quando ancora anche il Savena era navigabile.